Parco archeologico "Ocriculum"

Ocriculum era una città di confine e punto di scambio tra Umbria e Sabina; fu nell’antichità un importante centro commerciale negli scambi tra l’Urbe ed il territorio, grazie alle due vie di comunicazione, la via Flaminia ed il fiume Tevere. Interessata da una serie di campagne di scavo da parte dello Stato Pontificio a partire dal 1775, sotto il pontificato di Pio VII, ha restituito monumenti ed opere d’arte, conservate in Musei italiani e stranieri (Musei Vaticani, Roma; Museo del Louvre, Parigi; Ermitage, S. Pietro Burgo), e in collezioni comunali e private.

Il percorso inizia con i monumenti funerari posti lungo la via Flaminia, prima di entrare in città, di varie tipologie, a torre, a nicchia, rotondo, quadrato: di questi rimane il nucleo cementizio, senza i blocchi di rivestimento che sono stati oggetto di spoglio e riutilizzo. Sulla sinistra è l’anfiteatro e continuando lungo la stradina bianca si giunge alle terme; qui in un’ampia zona a destra sono collocati vari monumenti, anche di recente scavo, in particolare un tratto basolato della via Flaminia antica su cui si affacciano un monumento funerario rotondo ed una fonte pubblica. Più a nord l’area è occupata da un grande ninfeo; infine un grande pilastro è uno dei due piloni dell’arco di ingresso della città. Continuando per la stradina, si trova la zona occupata dal foro e dalla basilica, di cui non rimane traccia visibile; le grandi sostruzioni, imponente monumento posto a ridosso della collina ed il teatro. Proseguendo, il percorso conduce alla chiesa di S. Vittore, con suggestiva vista sul Tevere, e risalendo verso la città alla chiesa di S. Fulgenzio, o della Madonna del Buon Consiglio.

Bibliografia: "Ocriculum - Guida ai monumenti della città antica" Soprintendenza Archeologica per l'Umbria 

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